SOMMARIO

                     

  hanno scritto...  

 Bugiarda solitudine      

  Nel buio del silenzio      

  Tra serio e faceto            

  La prigione degli asini

                                      Rossi

         

 Link             

    

 Poesie in romanesco  

 

Il sonetto  (secondo me)

 

I video-sonetti

 

 

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  skypio54

 

AMARCORD 1  maturità 1975

  AMARCORD  Arabia Saudita 1979

 

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Giuseppina Dibilio

 

 

 

    

 

(dell'essere e dell'apparire)

    

     skypio54

 

L'oppressione è un esercizio praticato ovunque, nei paesi sottosviluppati come nei cosiddetti paesi  "civili"   

Se però nei primi è il potere della sotto cultura a farla da padrone, negli altri, ad opprimere i deboli, sono le imposte necessità del superfluo, con in testa a tutte, quella del successo facile.

[...]cos’è, che fa di un semplice homo, l’essere Erectus?

Cosa, se non il ricavare dal peggior momento della vita, la spinta a risalire la china? Questo  Mario l’avrebbe capito soltanto anni dopo, da una confessione in extremis di don Peppuzzo. In quel momento sentiva soltanto di essere finalmente libero. Sì! Ora poteva tornare tra le  sbarre materne della sua onestà!  Soltanto adesso capiva quale fosse il vero significato di libertà!

E quale libertà, è più grande, se non il poter gridare al mondo intero la propria essenza? Quale, se non il poter dire, senza più menzogna alcuna, ciò che realmente si è, infischiandosene di tutto e di tutti? 

 

 Paragonò la sua ritrovata condizione a quella di sola apparenza e finzione appena lasciata e che gli aveva richiesto  continua attenzione per paura d'essere smascherato, riconosciuto per ciò che era realmente,

un uomo onesto!

 

"La prigione degli asini Rossi"

la favola che si dovrebbe leggere almeno una volta nella propria vita 

 

 

        

"La prigione degli asini Rossi"

(Romanzo) - 364 pg.

 

[...]“A tutto si fa l’abitudine...” mi disse laconico  il vecchio Cavaliere,

“... siamo esseri umani, e come tali con grossi limiti.”  

Ah, come aveva ragione!

E sì, perchè l’abitudine è un limite, e se vogliamo, forse uno tra i peggiori.  

Infondo è l’abitudine che fa da alibi alla sopportazione, la stessa che a seconda dei comodi di chi ce l’impone, viene chiamata pazienza, amor di patria, immolazione, sacrificio, epurazione, umiltà, altra guancia.

“Sull’abitudine sguazzano le nefandezze del potere…” mi diceva il Cavaliere

“... perché se un assassinio fa notizia, due fanno rabbia e tre preoccupazione, tanti altri di seguito fanno abitudine,  il che è come dire accettazione!

A tutto si fa l’abitudine. Anche all’immondizia; anche alla mafia; alla cattiva politica; alle guerre democratiche; ai genocidi. Persino all’autodeterminazione dei potenti si fa l'abitudine.

Ma non vuol dire che sia giusto così!”

 

 

Ma quali sono le prigioni degli asini Rossi?

E soprattutto, gli asini Rossi, chi sono ?

In un sistema che   con arroganza impone consumo e successo facile,  dove il protocollo dei poteri forti esige  l’annullamento di ogni individualismo, l’onesto è costretto a portare sulle spalle il pesante fardello della autodeterminazione. 

Il suo  nome è il più comune, Mario Rossi, in quanto comune è, nella maggioranza degli uomini veri, il valore intrinseco dell’onestà.

Ma il sistema lo chiama invece asino Rossi, perché egli non sa apparire come  il protocollo esige.

Onesto, e per questo votato all’insuccesso, egli non sarà mai rispettato né amato nemmeno dalla sua famiglia. Troppo onesto, troppo virtuoso, troppo rispettoso di quei  valori che non pagano.

porterà quindi sulle sue spalle la colpa di non saper capire quale sia il vero dono della "autodeterminazione", e come un asino che porta la sua soma, egli si farà carico di trasportare ogni ben di dio ai piedi di coloro che sanno apparire quello che in realtà non sono.

L'asino Rossi proverà a mutarsi in ciò che il sistema esige, ma in polemica con Dio, che sembra essersi dimenticato di quelli come lui, affronterà il destino con fierezza, nell'attesa del giorno in cui potrà finalmente chiedergli conto.

 a suo modo lo farà, e dopo capirà.

 L'asino rossi avrà finalmente chiaro cosa veramente si nasconde dietro l'autodeterminazione concessa  agli uomini Da Dio. e allora...

 

 La rivolta degli onesti in Un paradiso lottizzato dal potere

 la scoperta del segreto dell'autodeterminazione

Saga esistenziale dal vago sapore impressionista

Metafora fantastica delle umane contraddizioni

Favola pregna di satira sociale

Nel critico momento socio-economico che stiamo vivendo, e per il quale molte incongruità morali del sistema stanno venendo al pettine, questa scoppiettante parabola appare quasi lucida analisi sulla degenerazione  umana giunta a premiare l’apparire invece che l’essere.

 Attuale e coraggiosa, l’opera non si tira indietro nell’indicare i poteri forti come i veri responsabili di quanto accade.



In precario equilibrio tra comico e grottesco, il romanzo è una dura disamina del concetto di “Autodeterminazione”, troppo spesso chiamata in causa dai poteri forti per giustificare misfatti e malvagità che non avrebbero altrimenti giustificazione nell’esercizio della prepotenza sociale per una più efficace sottomissione economica e spirituale.

 

 

da un articolo di Saverio Lodato e Andrea Camilleri  

Lo chef consiglia

"...Visto che la casa sta andando a fuoco, non pensate sia nostro dovere dare una mano per spegnere le fiamme?"

 

"La prigione degli asini Rossi"

 è il romanzo del reale meraviglioso che  vuole aiutare a spegnere le fiamme

 

 Un mondo che pretende di sviluppare unicamente una letteratura fantastica finisce per produrre una letteratura senza scintilla di fantasia, basata sulla ripetizione di formule, perché senza l’alimento della realtà la fantasia non vive...

 ...E d’altra parte, un mondo che pretenda di avere soltanto una letteratura realista finisce per perdere il senso della realtà, e la sua letteratura sembrerà realista e sarà astratta; perché senza il fermento dell’immaginazione non si arrivano a vedere le cose come sono”.

                                                                                Italo Calvino,  Avana 1964

 

"La prigione degli asini Rossi"

ovvero

Le prigioni di valori in cui si costringono uomini rispettosi di regole

 e le  variopinte libertà  in cui sguazzano i poteri forti, i quali  sanno come affrancarsi da remore e giustizia.

 

Incipit

“Autodeterminazione!” rimuginò tra sonno e veglia sotto il cartone.

Aveva trascorsa l’intera notte agitato, e ora, sotto la sua copertura, stirava con soddisfazione le membra rattrappite .

Dischiuse gli occhi. Si guardò intorno. Fece mente locale.

Sì, aveva ancora tempo, proprio non sembrava l’alba dell’ultimo giorno.

Eccitato come può esserlo un bambino che sta per fare una sorpresa,  scosse il capo,

poi, sorrise.

Ci pensò su ancora una volta, poi, finalmente, ragliò...

 

 

 

 

 

"La prigione degli asini Rossi"

(Romanzo) - 364 pg.

 la favola che ognuno dovrebbe leggere almeno una volta nella propria vita

 

 

 

Sinossi                English translation 

 alcuni brani 

       A proposito di onestà:  

"Apologo dell'onestà nel paese dei corrotti"            l'articolo di Italo Calvino su 

                                                                                                  Repubblica del 15 marzo 1980

 

  La favola delle api  (compatibilità tra virtù e progresso)                                          B. de Mandeville 

 

 

da   I fratelli Karamazov                                                                   F. M. Dostoevskij

 

Lectio magistralis su giustizia e legalità,    (in collaborazione con Arcoiris Tv )
nell'auditorium Guido Monzani di Modena             Francesco Saverio Borrelli

 

 

       Due sono le massime sorgenti del male del mondo:  l'egoismo e la stupidità.

       E tutte e due albergano nell'anima dei "signori delle cose" e dei loro servi.

       da   "E venne il sabato" edizioni Gorée                                                   Alberto Manzi 

                                                                                                                       

 

 

 

 

 

Riflessioni d'asino

 

di Pio Favia...

 

Er diversivo

  A 'n contadino che faceva poco grano,
su moje je strillò che nun je dava 'a minestra,
che se sbrigasse a macinà, e ch’ annava troppo piano,
ch’er lavoro nun è 'n gioco, e nemmanco 'na palestra.
 
Così al pigro asino, che 'n voleva faticà,
e c'aspettava solo er tempo de fermasse pe’ magnà,
er furbo contadino, che nun era poi cattivo,
pe’ convincelo ar lavoro je creò sto diversivo:
 
N’asinella niente male, che sembrava esse già pronta,
ja legò d'avanti ar muso, all’artro braccio de la rota,
su ‘na mazza avanti all’occhi, je mise pure ‘na carota,
pe' faje crede a ‘na magnata, e ar sollazzo de 'na monta.

  Daje e daje l’animale, che se sa, era ‘n somaro,
dette inizio a ‘n’ arrembaggio co’ l’arnese de ‘n corsaro.
Più provava a daje sotto, più ‘a carota dondolava,
e ‘a somara che sudava, un forte odore rilasciava.

  Quanno ormai privo de forze, ebbe ‘n lampo de risvejo,
senz avé provato er gusto de raggiunge e' risurtato,
rinsavì e rajò forte: “ho capito, m’hai fregato,
ma ‘n dovessi mica crede, che de me tu stai assai mejo”.



ONESTA'

’N asino che mesto faceva er suo lavoro,
con gran puntualità e massimo decoro,
se volle 'n giorno chiede, perché sempre più spesso,
vedeva sorpassasse da quelli "de successo"
 
"So asini de razza…" je disse ‘n vecchio ciuco,
"… nun statte a domannà, così fai er sangue amaro".
Ma er primo che voleva, cavà e ragno dar buco,
cercò la spiegazzione anche s'era ‘n somaro.
 
Così passaron l'anni…e passò tutta la vita
senza capì quer fatto e se ce fosse er nesso,
poi quanno stramazzò tiranno su ‘n salita,
gridò: "io sto a morì da libbero, e senza 'n compremesso"
 
Ma quanno er protettore dell'Asini all'ingresso,
je chiese de 'na tessera, de vede er distintivo…"
Sentì 'na vecchia rabbia ‘n che de primitivo…
fu allora che strillò : " so’ stato proprio 'n fesso!…"
 
"…si nasco 'n'antra vorta, me 'scrivo a tutt'i gruppi;
an gruppo de preghiera, a 'na loggia segreta,
farò scoppià de rabbia er capo delli Yuppy,
farò 'na vita commoda, felice e assai concreta…
 
…me metto anche 'n cappuccio, che so… du' distintivi,
'na sciarpa, 'na bandiera, addosso 'na divisa,
vojo pur esse' 'er primo de li consociativi,
e nun pagà ‘na lira, poi quanno faccio spesa,
 
me faccio da 'na spinta, 'na raccomandazione,
vojo passà davanti puro a chi ha studiato,
e nu me frega niente de fa ‘na brutta azione,
me vojo vendicà de quello c'ho passato.
 
"E no…" je disse er ciuco da tempo lì in attesa,
"… da retta a n'antro fesso, è mejo esse seconno,
li primi so politici, ce mettono er soriso,
li boni semo noi, famo girare er monno".
 
"E no io nun ce sto…" rispose l'altro lesto,
so' n'Asino vabbé, e anche s'è pe’ questo
che so famoso solo pe' nun capì de gnente…,
’ngannà ancora nun vojo tutta sta brava gente.
 
…se vorse al protettore ch' ormai ross' era 'n viso,
je dette 'no spintone, gridò "…I TEMPI SO’ CAMBIATI…"
e tra l'insurrezione, de tutti i sorpassati,
cor Ciuco spaventato entrò… ner Paradiso.


  

 

... e di altri

 

  MALARAZZA di Domenico Modugno

Nu servu tempu fa d’intra na piazza
Prigava a Cristu in cruci e ci dicia
Cristu lu mi padroni mi strapazza
Mi tratta comu un cani pi la via

Si pigghia tuttu cu la sua manazza
Mancu la vita mia dici che è mia
Distruggila Gesù sta malarazza
Distruggila Gesù fallu pi mmia
fallu pi mia.

Tu ti lamenti ma che ti lamenti,
pigghia nu bastoni e tira fora li denti
Tu ti lamenti ma che ti lamenti,
pigghia nu bastoni e tira fora li denti

E Cristu m’arrispunni dalla cruci
Forsi si so spizzati li to vrazza
Cu voli la giustizia si la fazza
Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia

Si tu si un uomo e nun si testa pazza
Ascolta beni sta sentenzia mia
Ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria
S’avissi fattu ciò ca dicu a ttia
Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria

Tu ti lamenti ma che ti lamenti,
pigghia nu bastoni e tira fora li denti

Tu ti lamenti ma che ti lamenti,
pigghia nu bastoni e tira fora li denti


 

 

 

 

 

 

 

 

2007

La prigione degli asini Rossi

 

Favola per adulti

Essere o apparire?

Dov'è il valore assoluto dell'onestà?

Romanzo ironico e surreale

 

INEDITO rappresentato da

 

T&Z

 

 

 

 

2005

Tra serio e faceto

Nota al libro

Leggi i nuovi inserimenti

Poesie e sonetti

 

Dire al tuo assassino "...ammazzi n'omo morto", invece che "Maramaldo, tu uccidi un uomo morto!"  in fin dei conti, cambia qualcosa?

Ecco perchè "tra serio e faceto"

 

ed. Lampi di stampa

 

 

2003

 

Romanzo storico generazionale

 Fuori edizione

Se alla luce del mattino muove il vigore della giovinezza,
se all’ombra del pomeriggio spuntano le incertezze della maturità,
è di notte, “ nel buio del silenzio”
che si ritrova l’orgoglio della vecchiaia.

 

 

 

2001

Romanzo introspettivo

 

Quanto mi sono prefisso nello scrivere,

è far nascere nell'attento lettore che sappia immedesimarsi nel protagonista,

le forti sensazioni di tristezza e disagio  che molta parte occupano nel più grande dei sentimenti, l'Amore.

 

Montedit ed.

 

 

 

 

© PioFavia   Tutti i diritti riservati.       Data ultima modifica  11/06/2010