Introduzione

"Anche se adesso vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti"          

cantava F. De André

"La Storia siamo noi"  canta  Francesco De Gregori. 

E' vero che la Storia siamo noi...? ed è vero che la facciamo con le nostre scelte, giuste o sbagliate che poi si dimostrano? Che la facciamo con i nostri giudizi basati su ciò che ci viene propinato ad arte dai mass media; o con la ribellione della mente che non vuole arrendersi alla legge del più forte;  la facciamo con le passioni e speranze di un mondo migliore e democratico, giovanili utopie che non vogliono cedere alla rassegnazione di una mutazione genetica imposta?

In questo romanzo a fondo storico, ho cercato di porre in primo piano l'evidenza delle spinte umane che partecipano alla formazione degli eventi. L'ardore giovanile che muova la passione, nonché l'atteggiamento prudente che caratterizza la maturità, infine, la riflessione cui ognuno di noi si costringe quando il tempo che rimane non concede altro spazio al rimpianto del non aver fatto o dell'aver fatto troppo poco.

Cosa accade, infatti, se maturi e integrati ci accorgiamo che la Storia che abbiamo contribuito a formare nel grigiore dei giorni, proprio non è, quella, che un tempo nemmeno tanto lontano avevamo agognato, creduto di poter imporre con la semplice passionalità giovanile? Faremo finta di niente cedendo al più comodo "tanto la vita è fatta così"?...oppure avremo il coraggio di fare  sincera autocritica?

Mi rendo conto di aver forse scritto un romanzo scomodo, dove tutti ci potremo riconoscere, sia che ci andiamo a collocare dalla parte dove crediamo sia giusto essere, sia ci riscopriamo risiedere da quella della mera convenienza.

E non sarà comunque "Nel buio del silenzio" che tutti noi avremo il dovere e l'onestà intellettuale di collocarci, se pur tardivamente, nella giusta posizione?

 

Su "Il Riformista" del 4 giugno 2004

Su "Il Giornale di Vicenza" febbraio 2004

 

 

da pagina 24

 

- Dovrai capire che tra le cose più pericolose ci sono le masse, quella moltitudine che non si dichiara e che segue il gruppo come fanno le pecore al pascolo.

E' una specie imbattibile questa, perché  va come tira il vento, muta col mutare delle mode e delle circostanze, pensa il pensiero corrente e crede in chi ha la voce più forte e sonante .

Guarda cosa accade oggi...

La massa favorisce chi li raggiunge nelle case tramite la televisione, crede a chi si pone loro con familiarità, parlandogli amichevolmente di figli e di zie, ridendo a tutto campo e mostrandosi più dell'avversario. Il contenuto, la dignità, l'onestà, sono cose per pochi quelle, le masse sono attratte da ben altro. E’ per questo motivo che il sud del nostro mondo è stato fatto marcire nell'indigenza culturale e nella disoccupazione. Per questo motivo  si è praticato l'assistenzialismo invece che lo sviluppo. Per questo non si è mai combattuta veramente la mafia, si sono lasciate le magistrature senza mezzi, si sono instaurate dittature, si sono sfruttate risorse di popoli sottomessi dall’uomo e da “Dio”-.

- Non capisco papà – diceva a più riprese Libera

- Immagino piccola mia…-. Le rispondeva spiegando meglio il padre

 

…Libera annaspava per la difficoltà di comprendere alcuni concetti, e ricorreva a soventi interruzioni per chiedermi spiegazioni

Allora mi lasciai andare ad esempi che  denunciavano apertamente la mia posizione...

 

- Vedi Libera…- le spiegò Carlo, -…se tu fossi ignorante e povera avresti più bisogno del mio aiuto. Saresti più propensa a darmi ragione se io ti rendessi evidente il mio aiuto e t'aiutassi a sopravvivere, mi saresti cioè riconoscente ed io  potrei quindi chiederti qualunque cosa, magari il consenso con il quale, ti prometterei, potrei darti altro aiuto. In fin dei conti non ti costerebbe nulla e saresti felice di darmi qualcosa per appianare psicologicamente il tuo debito materiale nei miei confronti senza apparente remissione.

Se io invece commettessi “l'errore” di lasciarti crescere per la tua indipendenza economica e culturale, cioè lasciarti istruire, avere un lavoro, tempo per la cultura e la  famiglia, tu diverresti una persona libera con un libero cervello e potresti anche capire il mio inganno qualora volessi perpetrarlo. Quale? Quello di darti il minimo per renderti schiavo del mio  concedere.

Certo io che sono potente potrei in ogni caso  cercare di plasmarti a mio piacimento  con giornali e televisioni, diffondendo modi di essere e fare a  me favorevoli.

Piccola mia, l'animo umano premia l'apparire e non l'essere, il godere e non il semplice vivere, è naturale che la massa, specie se poco colta, si comporti di conseguenza...

 


ed. Prospettiva editrice

ISBN 88-7418-174-4

Euro 9,00                    

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