Leggi l'introduzione dell'Autore. to_bookshop.gif (2324 bytes)   Premio  "Anguillara Sabazia Città d'Arte"

Prefazione

La nostra sensibilità al dolore deriva non solo da una particolare struttura del carattere ma anche dall'abitudine alla reiterata tirannia della sofferenza. Ogni episodio doloroso della vita, sia esso una grave malattia o la perdita di una persona amata, può essere vissuto con maggiore o minore intensità e incrementato nella coscienza fino ad arrivare al parossismo.
La minima ferita si può quindi amplificare, rendere più intensa fino a diventare così pesante da non poterla più sopportare.
Non stupisce che, nel caso di sofferenze a lungo termine o depressioni, il rifiuto della vita e la fatica di vivere sono così forti che anche il minimo gesto diventa un atto eroico ed il più piccolo sforzo per superare tale stato precario appare colossale.
Quando si è travolti da una tragedia familiare già sofferta o annunciata si cerca di reagire con tutte le forze a nostra disposizione aggrappandosi con le unghie ad ogni possibile motivazione valida che aiuti a sopravvivere.
Le reazioni però non sono sempre uguali e può capitare che tale insopportabile sofferenza conduca a diverse forme di risposte: si genera una sfiducia in se stessi che porta inesorabilmente ad una apatia, una mancanza della voglia di continuare a vivere, un rifiuto a fare ciò che è quotidiano, una fuga dalla realtà o dall'ambiente nel quale si vive e si soffre.
I protagonisti di questo romanzo portano con loro una forte sensazione di tristezza ed allo stesso tempo una umanità autentica che riesce a dissolvere ogni elemento turbativo ed ansiogeno presente nella vicenda narrata.
Sandra è una donna con occhi stupendi, dotata di una grande tenerezza e di un sorriso disarmante. Ormai sfinita dal dolore non vuol dire al marito che soffre di una grave malattia incurabile e lo abbandona per non vederlo stare male inutilmente.
Ogni sforzo della donna è rivolto a nascondere la verità al marito e grazie all'aiuto di Alberto, il dottore che la cura e amico fedele da tempo, riuscirà a nascondere la malattia.
Sandra utilizza ogni mezzo per serbare il suo segreto: racconta un mare di bugie, si inventa numerosi amanti, confessa di aver sempre finto d'amare, umilia il marito sperando di allontanarlo per sempre.
In un susseguirsi di eventi sempre più laceranti si arriva inevitabilmente alla fuga, alla scomparsa della donna.
Il luogo misterioso della fuga e gli eventi susseguenti, inimmaginabili e sorprendenti, saranno scoperti da chi leggerà il romanzo.
In questa breve prefazione che ha lo scopo di introdurre nella storia raccontata da Pio Favia credo sia più importante fissare l'attenzione su alcune considerazioni che diano risalto alla delicata complessità del contenuto: considerazioni forse scontate o parziali ma che diventano importanti quando qualcuno le analizza e cerca di capirle.
In questo mosaico di immagini e di sensazioni, di sofferenze e di volti evocati nella loro straziante storia si ha la netta percezione che la presenza dell'uomo nel mondo non è un evento in sé giustificato e garantito dalla struttura metafisica del mondo. Ogni singolo uomo ne avverte il carattere incerto e vulnerabile: il rischio di una crisi, di un dramma, di una ferita difficile da cicatrizzare.
Avvertire il pericolo delle situazioni in cui si è compromessi o minacciati da un grave evento rende inquietanti a angosciose le situazioni che si devono risolvere.
Da questi stati emozionali, psicologicamente indeterminati, nascono i tentativi e le iniziative per superare la negatività e cercare di indirizzarla in una nuova positività.
Il problema dell'essere umano è la consapevolezza che la sofferenza è un momento necessario di un percorso che si conclude positivamente ma è anche un problema etico che riesca a far attraversare gli eventi tragici senza soccombere alle trappole ed ai rischi del viaggio esistenziale.
L'inquietudine diventa lo stato di transizione da una situazione divenuta penosa ad un'altra situazione più soddisfacente: senza il malessere, senza il disagio non vi sarebbe la spinta propulsiva nella vita.
La ricerca è continua finché si riesce a trovare l'equilibrio interiore.
Il romanzo "Bugiarda solitudine" non è certamente opera d'evasione, né superficiale o banale, ma al contrario complessa, autentica e dominata dal senso profondo dell'esistere.
Il controllo dell'autore sulla trama è evidente e attraverso il fluire delle parole si snoda il groviglio della vita dipanato con mano sapiente ed intelligenza critica: la forte sensibilità e la capacità di trasfonderla al lettore dimostrano una grande maturità che permette a Pio Favia di sezionare la fragilità dell'uomo e percepire il baratro del destino umano.
 
Massimo Barile                                      

 


bugiarda.gif (47415 bytes)

Ed. MONTEDIT
                                        Collana I salici (narrativa) 15x21 - pp. 174
  L. 24.000 - Euro 12,39
     ISBN 88-8356-205-4

         prefazione di             MASSIMO    BARILE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HOME13.gif (2754 bytes)

Leggi il primo capitolo
Leggi il secondo capitolo.