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- Cosa ci può accadere quando si viene travolti da una inaspettata tragedia familiare
quale essa sia? Di solito si cerca di reagire aggrappandosi ad un motivo che si vuole
credere valido, perché come si dice, "la vita continua", ma non tutti reagiamo
allo stesso modo, il nostro carattere, continuamente sollecitato da situazioni contingenti
il contesto in cui viviamo, si modella su di esse. Gran parte delle responsabilità delle
nostre adulte reazioni sono da cercare nelle vicissitudini vissute, in ciò che abbiamo
assorbito in tenera età da bambini o adolescenti. Penso spesso cosa sarà dei piccoli
spettatori dei genocidi, delle epurazioni Etniche dei Balcani e dei figli degli stupri di
massa, a come essi si porranno nei confronti della società una volta adulti, e come la
stessa giustificherà o giudicherà questo esercito di oltraggiati.
- Come sempre più spesso ci viene spiegato, la depressione è una condizione di tristezza
e di sfiducia che spesso, per non dire sempre, contempla apatia, incapacità di prendere
decisioni, perdita di voglia di fare e di vivere. Considerato che questo malessere è una
delle malattie dei nostri giorni, la storia di questo romanzo potrebbe benissimo essere
veramente accaduta. Quanto mi sono prefisso nello scrivere, è far nascere nell'attento
lettore che riesca ad immedesimarsi nel protagonista, forti sensazioni di tristezza e
disagio che molta parte occupano nel più grande dei sentimenti, l'Amore.
- Sono consapevole che per i lettori il Romanzo di solito ha il significato di evasione e
che quindi lo scrittore ha la responsabilità di crearne i presupposti, ma credo anche che
proprio oggi, i pochi lettori superstiti, sono più attenti alla qualità della lettura
nella quale cercano qualcosa non fine a se stessa ma che lasci concretezza.
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Pio Favia