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(dell'essere e dell'apparire)

in formato Ebook
0,89 Euro
L'oppressione è un esercizio praticato ovunque, nei paesi
sottosviluppati come nei cosiddetti paesi "civili"
Se però nei primi è il potere della sotto cultura a farla da padrone, negli altri, ad opprimere i deboli, sono le imposte necessità del superfluo,
con in testa a tutte, quella del successo facile.
[...] cos’è, che fa di un semplice homo, l’essere Erectus?
Cosa, se non il ricavare dal peggior momento della vita, la
spinta a risalire la china? Questo Mario l’avrebbe capito soltanto anni dopo,
da una confessione in extremis di don Peppuzzo. In quel preciso momento
provava soltanto
gioia per essere finalmente libero. Ora sì che poteva tornare tra le
materne
sbarre
della sua onestà! Soltanto adesso scopriva il vero significato di
libertà!
E cosa c'è di più grande, se non la libertà di poter gridare al mondo
intero la propria essenza?
Quale, se non il poter dire
infischiandosene di tutto e di tutti,
ciò che realmente si è ?
Un uomo
onesto!
"La prigione degli asini Rossi"
la favola che si dovrebbe leggere
almeno una volta nella propria
vita
"La prigione degli asini Rossi"
(Il romanzo che fa del reale meraviglioso una denuncia sociale)
[...]“A tutto si fa l’abitudine...” mi disse laconico il vecchio
Cavaliere,
“... siamo esseri
umani, e come tali con grossi limiti.”
Ah, come aveva ragione!
E sì, perchè l’abitudine è un limite, e se vogliamo, forse uno tra i
peggiori.
Infondo è l’abitudine che fa da alibi alla
sopportazione, la stessa che a seconda dei comodi di chi ce l’impone, viene
chiamata pazienza, amor di patria, immolazione, sacrificio, epurazione,
umiltà, altra guancia.
“Sull’abitudine sguazzano le nefandezze del potere…”
mi diceva il Cavaliere
“... perché se un assassinio fa notizia e due fanno rabbia e tre
preoccupazione, tanti altri di seguito fanno abitudine, il che è come dire,
accettazione!
A tutto si fa l’abitudine. Anche all’immondizia; anche alla
mafia; alla cattiva politica; alle guerre democratiche; ai genocidi.
Persino all’autodeterminazione dei potenti si fa l'abitudine.
Ma non vuol dire che sia giusto così! Infatti prima o poi...”
Ma quali sono le prigioni degli asini
Rossi?
E soprattutto, gli asini Rossi, chi sono ?
In un
sistema che con arroganza impone consumo e successo facile, dove il
protocollo dei poteri forti esige l’annullamento di ogni
individualismo, l’onesto è costretto a portare
sulle spalle il pesante fardello della autodeterminazione. Il suo è il nome più comune, Mario
Rossi, in quanto comune è nella maggioranza degli uomini
veri, il valore intrinseco dell’onestà.
Ma il sistema lo chiama
invece "asino
Rossi
", perché è incapace
di apparire come il protocollo esige.
E' un uomo Onesto, perciò votato
all’insuccesso nella società in cui vive. egli non sarà infatti rispettato né amato nemmeno dalla sua famiglia.
troppo virtuoso.
Troppo onesto.
troppo rispettoso di tutti quei valori che non
pagano.
Come un asino che
ha in groppa la sua soma, egli sulle
sue spalle
porterà il peso della colpa di non capire
subito quale sia il significato del dono
di Dio
agli uomini: l"autodeterminazione".
L'asino
Rossi
proverà
in tutti i modi a mutarsi in ciò che il sistema esige, ma non sapendolo
fare, in polemica con Dio, che sembra essersi dimenticato di quelli come lui,
in attesa del giorno in cui finalmente
potrà chiedergli conto,
con fierezza
affronterà il suo destino.
lo farà
a suo modo, e quando
finalmente
avrà
capito, sentirà forte il
dovere di perseguire ciò che proprio Dio ha veramente inteso regalare agli uomini tutti con
l'autodeterminazione.
e allora...
La rivolta degli onesti in Un paradiso lottizzato dal potere!
la scoperta di ciò che è insito nell'autodeterminazione!
Saga esistenziale dal vago sapore
impressionista
Metafora fantastica delle
umane contraddizioni
Favola pregna di
satira sociale
Nel momento socio-economico che stiamo vivendo e per il quale molte incongruità
morali del sistema stanno venendo al pettine, questa scoppiettante parabola
appare quasi lucida analisi sulla degenerazione umana giunta a
premiare l’apparire invece che l’essere.
Attuale e
coraggiosa, l’opera non si tira indietro nell’indicare i poteri forti come i
veri responsabili di quanto accade.
In precario
equilibrio tra comico e grottesco, il romanzo è una dura disamina del concetto di
“Autodeterminazione”,
chiamata
troppo spesso in causa
dai poteri forti per
giustificare misfatti e malvagità che non avrebbero altrimenti
giustificazione nell’esercizio della prepotenza sociale per una più efficace
sottomissione economica e spirituale.
da un articolo di Saverio Lodato e Andrea Camilleri
sull'UNITA'
Lo chef consiglia
"...Visto che la casa sta andando a fuoco, non pensate sia nostro dovere
dare una mano per spegnere le fiamme?"
"La prigione degli asini Rossi"
Romanzo del reale meraviglioso che
sposa la denuncia
sociale e aiuta
a spegnere
le fiamme
“Un
mondo che pretende di sviluppare unicamente una letteratura fantastica
finisce per produrre una letteratura senza scintilla di fantasia, basata
sulla ripetizione di formule, perché senza l’alimento della realtà la
fantasia non vive...
...E d’altra parte, un mondo che
pretenda di avere soltanto una letteratura realista finisce per
perdere il senso della realtà, e la sua letteratura
sarà astratta; perché senza il fermento dell’immaginazione non si
arrivano a vedere le cose come sono”.
Italo Calvino, Avana 1964
"La prigione degli asini Rossi"
(Realismo magico e denuncia sociale)
L'onestà e i
valori come prigione in cui
si costringono uomini rispettosi delle regole.
la
variopinta libertà in cui sguazzano i poteri
affrancati da remore e
giustizia.
Incipit
“Autodeterminazione!” rimuginò l'onesto tra sonno e veglia da sotto il
cartone.
Aveva trascorsa l’intera notte agitato, e ora, sotto la sua
copertura stirava
con soddisfazione
le membra rattrappite .
Dischiuse
gli occhi e si guardò intorno. Fece mente locale.
Sì, aveva ancora tempo. Proprio non sembrava l’alba dell’ultimo giorno.
Eccitato come un bambino in procinto di fare una sorpresa, scosse il capo e
sorrise.
Ci pensò ancora una volta, e poi, finalmente, ragliò...
"La prigione degli asini Rossi"
la
favola che ogni onesto dovrebbe leggere almeno una volta nella propria vita
A proposito di onestà:
"Apologo dell'onestà nel
paese dei corrotti"
l'articolo di Italo Calvino su
Repubblica del 15 marzo 1980
La favola delle api
(compatibilità tra virtù e progresso)
B. de Mandeville
da
I fratelli Karamazov F. M. Dostoevskij
Lectio
magistralis su giustizia e legalità,
(in collaborazione con Arcoiris Tv )
nell'auditorium Guido Monzani di Modena
Francesco Saverio Borrelli
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Ebook Kindle
su Amazon
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| Bugiarda solitudine |
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| Tra serio e faceto |
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